Il Whiskey Sour è uno dei cocktail più antichi e universali. La prima ricetta stampata appare nel 1870 nel "The Bartender's Guide" di Jerry Thomas. Struttura semplice: spirit, citrus, sweet.
La famiglia dei Sour è tra le più antiche della mixology: uno spirito base, un elemento acido (agrumi) e un dolcificante. Il Whiskey Sour applica questa formula al whiskey — preferibilmente Bourbon per la sua dolcezza naturale, o Rye per un profilo più secco e speziato.
L'Albume d'Uovo: il Dibattito
L'aggiunta di albume d'uovo (o acquafaba per la versione vegana) trasforma il Whiskey Sour in un Boston Sour — una schiuma setosa che ammorbidisce l'acidità e dona corpo. La tecnica del dry shake (prima senza ghiaccio, poi con) è fondamentale per ottenere una schiuma densa e stabile. Tre gocce di Angostura sulla schiuma creano un motivo decorativo e aggiungono aroma.
Il New York Sour
La variante più elegante: un Whiskey Sour classico con un float di vino rosso — solitamente Malbec o Shiraz — versato delicatamente sul dorso del bar spoon per creare un effetto a strati. Il contrasto visivo (giallo limone con corona rosso rubino) e gustativo (acido-dolce con tannini fruttati) ne fa uno dei drink più fotogenici e apprezzati nei cocktail bar contemporanei.
La Struttura dei Sour
La formula base dei Sour (2:1:0.75 — spirit:citrus:sweet) è il fondamento di decine di cocktail classici: Margarita (tequila), Daiquiri (rum), Gimlet (gin), Sidecar (cognac), Pisco Sour (pisco). Padroneggiare il Whiskey Sour significa padroneggiare un'intera famiglia di cocktail.
- 4,5 cl Bourbon o Rye Whiskey
- 3 cl Succo di Limone fresco
- 1,5 cl Sciroppo di Zucchero
- (Opzionale) 1 Albume d'Uovo
© 1870 · New York — Copyright BAD.S · Simone Serra · Barman A Domicilio Sardegna